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Alphonse Mucha e il trionfo dell’Art Nouveau

[fa icon="calendar"] 27-gen-2016 15.14.51 / by Anna Letizia

Alphonse Mucha e il trionfo dell’Art Nouveau

Alphonse Mucha e il Trionfo dell'Art Nouveau, una mostra dedicata al più noto degli artisti Liberty, a Milano

Ad Alphonse Mucha, il Principe dell’Art Nouveau, Milano dedica una mostra a Palazzo Reale: 100 tra le sue più famose opere sono affiancate a quelle di altri artisti dell’epoca, che hanno saputo interpretare con gusto e sensibilità un periodo unico nella storia, non solo dell’arte ma anche dell’architettura, dell’artigianato e della cultura in generale.

La mostra tocca otto diverse tematiche, attraverso le quali il visitatore potrà immergersi completamente nell’atmosfera vivace e gioiosa del Liberty: sono i temi che principalmente hanno influenzato gli artisti e ai quali si sono dedicati con maggiore frequenza.

Il teatro, dove fantasia e realtà si incontrano e si scontrano; la vita quotidiana, in cui anche gli oggetti più comuni vengono trasformati, in questo periodo, in autentiche opere d’arte; la donna, da sempre soggetto prediletto dagli artisti, nell’Art Nouveau viene rivestita di una grazia unica, che non dimentica però la sua sensualità e la sua forza; il mondo animale, sempre fecondo di spunti; il Giappone, con il suo fascino di terra lontana e l’estrema sintesi delle forme pittoriche; i materiali preziosi, che hanno reso il gioiello autentico protagonista dell’arte; il tempo, nel suo susseguirsi di giorni e stagioni; i fiori, ultimi ma in realtà i principali protagonisti di un movimento artistico noto anche come “Stile Floreale”.

L’Art Nouveau

Nei decenni tra 1800 e 1900 si sviluppò una corrente artistica e filosofica che prese il nome di Art Nouveau, ma che fu noto anche come Liberty in Italia, Modern Style in Gran Bretagna, Jugendstil in Germania, Modernismo in Spagna.

Nacque come conseguenza del movimento inglese Arts and Crafts, che si ribellava alla produzione in serie di oggetti di scarso valore materiale ma soprattutto estetico; l’Art Nouveau ne esaltò la filosofia dando vita al moderno design e a concetti architettonici mai visti fino a quel momento.

Vide la sua consacrazione all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, in occasione della quale vennero create le ben note stazioni della metropolitana, ma anche la Gare de Lyon, la Gare d'Orsay (divenuta poi Museo d'Orsay), il Ponte Alessandro III, il Grand Palais, La Ruche e il Petit Palais.

Le arti

In pittura, l’Art Nouveau fonde le espressioni di Preraffaelliti e Simbolisti, senza mostrare caratteri predominanti; gli artisti che possono essere compresi in questo movimento sono Gustav Klimt, Alphonse Mucha ed Edward Burne-Jones.

Fu in numerosi altri ambiti però che il Liberty trovò diversi e importanti modi espressivi, a partire dalle arti applicate: gioielleria, artigianato, lavorazione del vetro e dei metalli. Pensiamo alle lampade in stile floreale o Tiffany, alle decorazioni di finestre, porte e mobilio, ai finissimi gioielli così elaborati che meriterebbero di essere guardati con la lente d’ingrandimento per coglierne al meglio i dettagli.

In architettura fu altrettanto espressivo e innovativo; ancora oggi nelle nostre città possiamo riconoscere abitazioni o palazzi in stile Liberty, che si distinguono per la loro raffinata eleganza. E come non pensare alle massime espressioni del Modernismo spagnolo, o meglio catalano, che vide Antoni Gaudì come suo massimo esponente: Casa Batlò, Casa Milà, Parco Guell, per citare alcune delle sue opere più note.

In  questo periodo la stampa, e in particolare la litografia, visse una sorta di periodo d’oro: grazie soprattutto al contributo di Alphonse Mucha, quelli che fin’ora erano stati semplici manifesti teatrali, calendari o pubblicità divennero vere opere d’arte, con uno stile riconoscibilissimo e unico.

Il Giorno, in quattro diversi momenti

Alphonse Mucha

Nato nel 1860 in Moravia, nell’attuale Repubblica Ceca, si afferma fin da subito come pittore decorativo e scenografo per il teatro; trasferitosi a Parigi, nel 1894 riceve la commissione di un poster per lo spettacolo teatrale Gismonda, con protagonista Sarah Bernhardt: il successo fu tale che l’attrice stipulò con l’artista un contratto in esclusiva per sei anni. Sono queste le opere forse più famose del grafico moravo: Medea, La Signora delle Camelie, Giovanna d’Arco, Amleto tra le più note.

Oltre ai manifesti teatrali, Mucha si dedicò anche a pubblicità, calendari e pannelli decorativi, tutti caratterizzati dal suo stile inconfondibile.

Nel 1910, dopo un soggiorno negli Stati Uniti, si stabilì a Praga, dove visse fino alla morte, avvenuta 30 anni dopo. Qui si dedicò a quello che viene considerato il suo capolavoro, l’Epopea Slava, eseguito grazie al sostegno di un filantropo americano: si tratta di venti tele dalle dimensioni imponenti, 6 metri per 8; in questa serie di dipinti l’artista ricreò la storia del popolo slavo, con particolare attenzione verso l’abolizione della servitù della gleba da parte della Russia nel 1861.

Uno dei suoi ultimi lavori furono le vetrate nella cattedrale di San Vito a Praga, commissionategli nel 1931; nel 1939, dopo l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe naziste, viene arrestato e interrogato poiché considerato un reazionario; in questa occasione si ammalò e probabilmente fu questo a portarlo alla morte, in quello stesso anno.

Uno stile inconfondibile

Nei suoi lavori, spesso la figura principale è una giovane donna, spesso formosa, in abiti neoclassici, con una nuvola di capelli a incorniciarne il volto; la resa delle capigliature è una caratteristica particolare di Mucha, che prende il nome di “maccaroni”, poiché ricordano l’omonima pasta; ogni ciocca sempre ben definita da una linea, spesso i capelli sembrano vivere di vita propria, fluttuando nell’aria attorno alla modella.

Le Quattro Stagioni, di Alphonse Mucha

Una linea scura definisce i contorni, portando il reale a un livello astratto; questa tendenza all’astrazione è tipica dell’Art Nouveau e si riconosce in tutte le sue espressioni: le linee si semplificano e tendono ad angoli acuti; gli elementi naturali vengono stilizzati; il contorno esalta le forme; le tinte piatte vengono preferite alla tridimensionalità delle sfumature.

Sullo sfondo, spesso campeggia un motivo a base circolare, su fasce concentriche, che crea una sorta di aureola floreale attorno alla donna; oppure una natura pulita e senza orpelli crea l’ambientazione della scena descritta.

I panneggi delle vesti ricordano le stoffe bagnate, con le pieghe rese più nitide dalla pesantezza, eppure non mancano mai di leggerezza.

Questo stile fresco e innovativo si ritrova anche nelle opere di arte decorativa realizzate da Mucha, come per esempio il negozio Fouquet a Parigi: nelle vetrate colorate si possono riconoscere gli sfondi tipici delle litografie; pavoni eleganti prendono vita assieme a tralci lussureggianti; le lampade sembrano fiori luminosi; i dettagli ispirati alla natura percorrono ogni superficie.

L'interno della Boutique Fouquet di Parigi

Mucha e l'Art Nouveau, oggi

Sarà per il fascino di un’epoca sfavillante e piena di novità, sarà per la bellezza unica delle opere di questo periodo, sarà per l’eleganza innata che emerge in ogni ambito e che impreziosisce anche gli oggetti più comuni, fatto sta che il Liberty ancora oggi seduce e ammalia. E tra tutti i suoi esponenti, Alphonse Mucha è quello che maggiormente affascina.

Per ricreare l’atmosfera di inizio ‘900 bastano semplici accorgimenti: con pochi pezzi azzeccati possiamo rivivere lo splendore di quegli anni, con grazia e giusto equilibrio, per evitare eccessi stonati.

L’atmosfera può essere introdotta dalla luce, soffusa grazie a vetrate colorate; solo il soggiorno e talvolta il bagno possono sfoggiare questo tipo di decorazione veramente importante; nelle altre stanze si può giocare con lampade da tavolo o piantane in stile, che diffondano luce soffusa senza abbagliare.

Alle pareti, se possibile, si può posizionare una carta da parati in stile, mentre il pavimento sarà coperto da tappeti.

Per il mobilio ci si orienterà su linee curve e morbide e il design sarà semplice e pulito.

Gli specchi, con semplici cornici in stile, possono essere collocati in ogni stanza e contribuire a diffondere la luce e giocare con l’illusione di uno spazio maggiore.

Anche le stampe, riproduzioni di manifesti teatrali o pubblicitari, possono contribuire a creare un’atmosfera raffinata.

L’importante è non esagerare ma dosare nel modo corretto gli elementi: lo stile Liberty, per quanto elegante, resta di nicchia e facilmente rischia di cadere nel kitsch.

 

Topics: Art Nouveau, arte, Decorare, Liberty, Milano, mostra, Mucha

Anna Letizia

Written by Anna Letizia

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